La vita senza Google

Parecchia gente ancora crede che il fatto che Google legga i contenuti che scriviamo nei loro prodotti sia paranoia, in realtà è tutto vero. Google legge i contenuti delle mail che riceviamo e che scriviamo, quello che cerchiamo tramite il motore di ricerca, gli eventi che creiamo su Google Calendar e così via.

Non è che fa tutto questo per cattiveria, ma per due motivi fondamentali:

  • ADSense personalizzato: Una volta, per fare pubblicità su internet, bisognava comprare un numero spropositato di impressioni pubblicitarie sperando che, sparando così a tappeto, si raggiungesse anche una fetta di pubblico che poteva essere interessata al prodotto che si pubblicizzava. Google, forte anche del fatto di essere diventata la piattaforma dominante per l’advertising, dice: “non c’è più bisogno che compri 1 milione di impressioni; io so quale può essere il pubblico interessato al tuo prodotto, compra 200.000 impressioni e arriveranno quasi al 100% a persone affini a ciò che pubblicizzi”. Questo, ovviamente, per un azienda è un risparmio di soldi non indifferente. E come fa Google a sapere i gusti di un utente? L’unico modo è leggere la corrispondenza e cosa cerca sul suo motore di ricerca.
  • Addestrare il motore di machine learning: Nel mio video sull’intelligenza artificiale, dicevo che per addestrare un motore di machine learning serve una mole spropositata di dati e così a parole non riuscirei mai a farvi capire quanti dati servono. Google, essendo il più grande raccoglitore al mondo di dati, tra ricerche, mail, speech-to-text dai video di YouTube etc… usa tutti i dati in suo possesso per addestrare il suo motore di AI. Tuttavia, in futuro, dovrà guidare le automobili, ed è meglio che studi per bene.

Ma in questo articolo non parlerò di privacy ne della famosa frase “non ho nulla da nascondere”, che si è visto essere molto ingenua.

Il problema è un altro. Il presidente USA Donald Trump ha imposto un blocco da parte di Google verso Huawei, questo vuol dire che Google non potrà più fornire il suo sistema operativo al gigante cinese.
Ora, Huawei non è Alcatel, stiamo parlando del secondo produttore di smartphone al mondo (la precede Samsung e la segue Apple), perciò le possibilità che in futuro comprerete un telefono Huawei sono molto alte. L’azienda cinese è corsa ai ripari rilasciando i nuovi smartphone con sistema operativo Android (che ricordo, è open source) ma senza i servizi Google. Perciò niente play store, niente gmail, niente youtube etc…
Ovviamente la stessa cosa è valida se doveste comprare dei telefoni importati dalla Cina senza i servizi Google.
Perciò in questo articolo vi darò delle alternative ai servizi Google cosicché possiate utilizzare tranquillamente questi telefoni e, en passant, salvaguardare la vostra privacy.

NOTA BENE: Non citerò tutti i servizi sul mercato, questo articolo è personale e vi illustrerò le alternative che uso io.

Gmail

  • Protonmail: Protonmail è un servizio con sede a Ginevra, creato da alcuni ingegneri del CERN, è il servizio che usa(va) Edward Snowden. La particolarità di Protonmail è che le email sono crittografate usando il protocollo PGP, addirittura loro non possono leggere il contenuto delle email. Questa è una cosa che può portare dei problemi perché il portale, non essendo in grado di leggere il contenuto delle email, non può effettuare una ricerca nel corpo dei messaggi, ma solo nel soggetto. Il tutto si ovvia usando un client di posta sul proprio computer che si connetterà con un software chiamato “bridge” sempre scaricabile dal sito di Protonmail e disponibile per Windows, Mac e Linux in beta. Supporta anche l’autenticazione a due fattori.
    Personalmente lo uso da qualche anno e devo dire che mi trovo molto bene, addirittura io ho acquistato il pacchetto Plus a 48€ l’anno. In realtà, al black friday/cyber monday, sono riuscito a trovare un offerta che mi dava 2 anni al 50% del prezzo.
  • iCloud: E’ vero che Apple, a quanto si sa, non scansiona i contenuti dei suoi clienti, visto che il costo elevato dei suoi prodotti serve anche a finanziare i servizi, ma è anche vero che stiamo sempre parlando di un servizio di una multinazionale americana. Tuttavia sembra che gli esperti di sicurezza siano abbastanza confidenti sulla promessa di rispettare la privacy da parte del gigante di Cupertino. Comunque, se volete provarlo, creare un account iCloud/Apple è gratuito e può essere configurato per essere acceduto tramite IMAP/SMTP su qualsiasi client di posta, mobile o no.
    Personalmente sono full Apple perciò configurare un account iCloud sui miei dispositivi mi rimane molto facile.
  • Self service: In un precedente articolo sul mio blog ho spiegato come creare un server di posta personale a casa propria. Questa sarebbe la soluzione migliore ma ha alcuni problemi:
    1) Bisogna essere abbastanza esperti in sistemi per manutenere tutta l’architettura
    2) Si ha bisogno di una connessione internet a casa di una discreta velocità.
    3) Si devono esporre delle porte all’esterno, cosa sempre sconsigliata.
    4) Se un qualche archibugio dovesse lanciare un attacco tipo DDOS verso il vostro server di posta vi invaliderebbe l’intera connessione di casa.
    5) Dovete pregare Dio che il vostro provider sia più che affidabile perché se dovesse avere un periodo di down o voi doveste avere problemi con la connessione di casa non ricevereste neanche più la posta elettronica.

Google Calendar

  • Apple Calendar: Se già avete fatto un account Apple per iCloud poco più sopra, vi troverete anche i calendari come servizi. Il discorso è identico come per iCloud.
  • Protonmail (a breve): Protonmail è in fase di restyling e sta per lanciare anche il suo sistema di calendari. Non so ancora bene come (e se) verrà integrato con il bridge ma sicuramente sarà accessibile dal portale web.
  • Nextcloud: Nextcloud è un software open source di servizi cloud on premise, cioè installati sulle proprie macchine. Praticamente con Nextcloud è possibile creare un servizio completo di cloud (come iCloud o Google) sulle proprie macchine. E’ la soluzione migliore in assoluto ma sussistono i problemi di cui ho parlato per il servizio di email self service. La cosa carina di Nextcloud è che, dal sito ufficiale, sono in vendita delle macchine Raspberry Pi con preinstallato il software, in questo modo va solo attaccata alla rete di casa e configurata.

Google Drive (spazio disco)

  • iCloud: E aridaje, lo so. Stesso discorso delle email e dei calendari. Lo spazio disco fornito gratuitamente da iCloud è ridicolo, 5 giga, però a soli 99 centesimi al mese è possibile fare l’upgrade a 50 giga, a quanto pare sono i prezzi più bassi sul mercato. L’unica pecca è che non esiste un app per Android.
  • Mega: Mega forse è tra i più attraenti sul mercato. Lo spazio è crittografato e fornisce un client di sincronizzazione per tutte le piattaforme. La cosa bella del client è che è possibile scegliere se sincronizzare tutto lo spazio oppure una sola cartella. Se si sceglie una sola cartella ne creerà una chiamata MEGASync e verrà sincronizzata con il desktop solo quella. Anch’essa offre l’app per il mobile. Per quanto riguarda lo spazio disco, Mega batte tutti, la versione free offre 50gb, ma è possibile anche fare degli upgrade a pagamento.
  • Dropbox: Forse il più famoso e sicuramente il più supportato da servizi esterni. La versione basic dà 2gb di spazio, il che non è male, il problema è che si possono configurare solo 2 device. Tuttavia c’è il piano plus che, per 9,99€ al mese, dà 2tb di spazio disco, il prezzo è accettabile se se ne fa un uso massiccio.
  • Protonmail (a breve): Nel restyling ci hanno buttato dentro anche lo spazio cloud. Purtroppo non si sa ancora niente: ne i prezzi, ne i tagli, ne se sarà integrato con la posta o bisognerà acquistare un servizio a parte, ne se si userà il bridge o un altro software.
  • Nextcloud: Si può dire che nasce per questo. Lo spazio disco lo decidete voi, se comprate un hard disk da 3 terabyte avrete 3 terabyte di spazio cloud. Io avevo preso un hard disk esterno da 2 terabyte e avevo configurato il cloud su di esso. I contro li sapete già, aggiungeteci pure che qui la larghezza di banda è fondamentale, se non avete una connessione di tipo fibra potreste avere dei problemi di performance.

Google Maps

  • Apple Mappe: Purtroppo non c’è un app per Android ma è solo integrato su iOS. Tuttavia il motore di ricerca duckduckgo utilizza Mappe di Apple per il suo servizio di mappe. Ad esempio si può cercare un ristorante, oppure cercare indicazioni per la stazione, in quel caso se non siete su un computer Apple, vi aprirà le mappe di Bing.
  • Here: Progetto partito da Nokia ma ora non so dove sia andato a sbattere sinceramente (credo l’abbia acquistato Tom Tom ma potrei sbagliarmi). Sicuramente è sul podio insieme a Apple Maps e Google Maps, è disponibile l’app per Android e iOS. La usavo tempo fa e non era male, suppongo che ora sia diventata ancora più affidabile. Tra l’altro una volta, a Piazza del Popolo a Roma, ho visto una macchina di Here che stava fotografando la strada per fornire un servizio tipo street view di Google, il che significa che sono molto attivi nello sviluppare il progetto.
  • OpenStreetMap: E’ un progetto open source che chiamare spartano è un complimento, tuttavia il loro servizio di mappe alimenta molte app in giro per gli store.

Google Search

  • DuckDuckGo: Si è imposto di prepotenza come alternativa a Google, DuckDuckGo usa una miriade di sorgenti per la ricerca grazie al suo bot che scandaglia la rete. DuckDuckGo si finanzia mettendo le inserzioni pubblicitarie tra i risultati di ricerca ma non le seleziona profilando l’utente, bensì in base alla ricerca che esso ha fatto. Ad esempio, se cerchiamo “scarpe da ginnastica” ci farà vedere le inserzioni sulle scarpe da ginnastica. Ha anche dei widget che compariranno all’occorrenza, ad esempio se cerchiamo meteo, come prima cosa, vedremo un widget che ci farà vedere il meteo della nostra città. Ha anche delle scorciatoie chiamate !Bang, praticamente sono dei “flag” che dicono a DuckDuckGo di delegare la ricerca. Ad esempio se cercheremo ‘!a pallone da basket’ ci aprirà Amazon con la ricerca di pallone da basket. Se cerchiamo ‘come cambiare l’olio alla macchina !g’ ci aprirà Google con la ricerca desiderata. Queste !Bang sono veramente tante.
  • Startpage: Anche lui è uno dei leader indiscussi della ricerca che rispetta la privacy. Startpage usa Google come motore di ricerca ma, utilizzando le API, risulta essere sempre il loro sistema a fare le ricerche, questo impedisce al motore di Mountain View di profilare e tracciare l’utente.

Google Foto

  • Apple Foto: Ve lo trovate nell’account iCloud. Purtroppo anche lui è supportato solo su iOS.
  • Mega: Se scaricate l’app per mobile, mega vi permette di salvare automaticamente le foto in una cartella apposita sul vostro spazio cloud Mega. Ovviamente dovete rimanere sempre nello spazio disco del vostro piano.
  • Dropbox: Anche Dropbox offre il sync automatico delle foto. Come per Mega, anch’esso sarà limitato allo spazio disco del vostro piano.
  • Nextcloud: Anche l’app di Nextcloud permette la sincronizzazione delle foto del dispositivo. Sussistono i problemi che vi ho già elencato, tuttavia potrete disporre di un enorme quantità di spazio disco perciò potrete scegliere anche il salvataggio in altissima risoluzione. Sempre previo una connessione con una banda decente.

Keep

  • Apple Note: Lo avete sempre con l’account iCloud. Come app esiste solo quella nativa su iOS. Non ho provato ma forse può essere sincronizzato usando l’account IMAP.
  • Evernote: E’ forse il migliore sulla piazza, tuttavia permette di selezionare solo 2 device nella sua versione free. Il piano plus permette invece di sincronizzare più dispositivi.

Google Contacts

  • iCloud: Purtroppo è possibile sincronizzare i contatti solamente con iOS, ma potrete accederli comunque dal portale web. Se non avete iPhone è buono comunque per fare i backup dei vostri contatti.
  • Nextcloud: Sempre considerando i problemi sopra citati, l’app di Nextcloud per mobile supporta anche la sincronizzazione dei contatti.

Hangout/Duo

  • iMessage / FaceTime: E’ un ottima alternativa ma purtroppo è disponibile solo per noi della setta degli utenti Apple.
  • WhatsApp: Non credo che abbia bisogno di presentazioni. Per quanto io odi Facebook, WhatsApp tuttavia è migliore di Hangout in quanto supporta la crittografia end-to-end, cioè i messaggi sono virtualmente illeggibili se non dalle due parti.
  • Telegram: Anche lui è molto famoso, alternativa più famosa a WhatsApp. Telegram però non supporta la crittografia end-to-end se non per le sue chat private (che però nessuno usa).
  • Signal: Portato alla gloria da Edward Snowden, Signal è considerato uno dei messenger più famosi sulla piazza. Ha lo stesso core di WhatsApp e supporta anche lui la crittografia end-to-end.
  • Wickr: Questo lo conoscono in pochi ma volevo citarlo perché secondo me è veramente valido e poi lo usavano nella prima stagione di Mr.Robot. Wickr è praticamente come Signal solo che offre anche uno spazio per la collaborazione tra utenti. Più simile forse a Webex Teams che a Signal.

Google Drive (documenti)

  • Dropbox: Dropbox si integra con una serie molto ampia di funzioni, una di queste è la suite Office di Microsoft online. Una volta entrati nel nostro account Dropbox, a destra, troveremo un pulsante “Crea” con cui sarà possibile creare documenti Office.
  • iCloud: Tramite iCloud è possibile creare dei documenti usando la suite online di Apple: pages per documenti di testo, numbers per gli spreadsheet e keynote per le presentazioni.

Google Chrome

  • Firefox: Firefox è considerato il browser migliore per quanto riguarda la privacy. E’ estremamente modulare nelle opzioni e ha un ottimo sistema per bloccare il tracciamento da parte dei siti web.
  • Brave: A dire la verità non lo uso molto ma Brave è un progetto molto interessante ed è basato su chromium ed è orientato alla privacy. Perciò se con Google Chrome vi trovate bene il passaggio a Brave sarà quasi indolore.

Conclusioni

Come ho già detto, Google non è il diavolo, è una multinazionale che offre degli ottimi servizi gratuiti. Ripeto ancora che questo articolo non vuole parlare di privacy, se una persona ritiene che può sacrificare la privacy in cambio di un ottimo servizio è una scelta personale. Lo scopo di questo articolo è capire se vivere senza servizi Google si può fare e la risposta penso proprio che sia si.

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